23 maggio 2013

La casa natale di Francisco Goya

La Sierra Gorda ci ha accolto tra le sue valli, nel paesino di Fuendetodos. E' stata questa la settimana più fredda da sei mesi a questa parte. Soleggiata e ventosa ma davvero fredda.
Però qui siamo stati davvero bene, passeggiando tra i vicoli del borgo che ha dato i natali nel 1746 al celebre pittore Francisco Goya. Una Casa Museo qui lo ricorda. Passeggiamo lungo i sentieri che hanno visto le feroci battaglie della guerra civile spagnola tra Nazionalisti e Republicanos nel 1936. I resti dei forti sono ancora ben visibili da queste parti.

Il borgo ospita una esigua comunità che non supera i duecento abitanti e qui regna davvero la tranquillità più assoluta. E' un piccolo paradiso che ci ha riservato un'ospitalità davvero non comune. Abbiamo trovato posto presso il piccolo parco pubblico con tanto di campo da tennis, piscina, giochi per i bambini e laghetto con le papere. Pochissime le persone che passono da queste parti e sembra incredibile poter anche usufruire del wifi gratuito in tutto il paese.

Oggi il vento è ancora forte ma le previsioni danno un miglioramento deciso delle condizioni meteo e così a malincuore lasciamo Fuendetodos per proseguire il nostro cammino verso i Pirenei che raggiungeremo nei prossimi giorni. Attendiamo il caldo per percorrere il valico di Andorra La Veja che ci condurrà in Francia.








20 maggio 2013

CompleLibertà !


Fuendetodos. Oggi è il nostro primo complelibertà!
Cosa significa? É trascorso un anno, 365 giorni, da quel giorno, il giorno della partenza, il giorno in cui abbiamo preso il via per la nostra seconda vita scegliendo di viverla in camper. Non mi sembra possibile che siano volati giorni e mesi, quasi a non aver partecipato a questa avventura, ed invece no, vissuta al pieno, in tutte le sue sfaccettature, con i se ed i ma, con le paure e le incertezze, i sorrisi e le lacrime. 

Ogni giorno un avventura , ogni giorno esperienze nuove, incontri magici, emozioni incredibili, spesso da far mancare il fiato, ed ancora non mi ci sono abituata ! Questa nuova vita, che noi scherzando chiamiamo la seconda vita, ci ha reso liberi. Libertà , ecco come descrivo questo anno: libertà pura, a 360 gradi, libera di pensare, di agire, di muovermi, libera di respirare, libera ! 

Questa giornata vorrei dedicarla a tutti coloro che mi hanno assecondata con sguardo compassionevole quando parlavo loro del mio nuovo progetto di vita, piegando un po' la testa lateralmente, quasi ad indicare una follia in tutto questo, e con un mezzo sorriso abbozzato mi congedavano con commiserazione. 

La dedico anche a coloro che per non contrariarmi fingevano gioia e curiosità, per cose che non gli appartenevano.
La dedico a coloro che sostenendo le mie paure, incoraggiandomi come se fosse il mio primo giorno di scuola, desideravano scoprire molto di più, saperne di più
E la dedico in particolare a coloro che pur di vedermi felice accettavano l'idea di non avermi più vicino, fisicamente, ma rendendo possibili un legame affettivo ancora più forte di quanto lo fosse prima. 

Ed ancora a tutte le persone che in modi diversi sono state parte della mia prima vita, dedico questa giornata che è il sunto di un anno di movimento. Un anno dove ognuna di esse ha avuto un suo ruolo. Ognuno, a propria insaputa, é stato con me, in luoghi diversi, in momenti diversi. 

Dedico a tutti i miei abbracci, le mie urla di  "libertà" al cielo, le mie pedalate fra sentieri in campi di grano, le corse fra papaveri, il respiro dei fiori profumati, le camminate sulle spiagge o sulle scogliere, gli sguardi, il vento, i sapori, le sensazioni, i suoni... 

Tutti quei suoni dolci e melodiosi a cui le mie orecchie non erano abituate. Gli uccelli, le cicogne, i cigni, i cani, il vento, i trattori, le campane, il suono del mio passo, il mio respiro, la mia vita !

Con affetto, 
Amelie

15 maggio 2013

L'antica Medinaceli e il Toro Jubilo


Sosta a Medinaceli, piccolo borgo di 737 abitanti a 1253 metri di altitudine. Si può parcheggiare tranquillamente nel grande prato di fronte all'ufficio turistico, con wifi gratuito. È consentita la sosta notturna, così pensiamo di restarci per alcuni giorni. Il borgo medievale è suggestivo ed é davvero piacevole passeggiare per le vie deserte e soltanto le rondini mi fanno compagnia in questo momento. 
Le strade lastricate portano all'Arco Romano risalente al II secolo e alle mura con Porta Araba da cui lo sguardo si perde verso colline rigogliose e verdissime. Ristoranti e hotel non mancano. C'è anche un piccolo negozio di pane che vende un po' di tutto, un atelier e  uno spaccio di prodotti tipici locali.  Nella piazzetta centrale un silenzio irreale mi avvolge e soltanto il rintocco delle campane riesce a riportarmi alla realtà. Mi rattrista pensare però che in questo piccolo comune, nel mese di novembre, ci sia una festa, di tradizione pagana, chiamata la festa del "Toro Jubilo". Sulle corna di tori vivi vengono messe palle di pece a cui viene appiccato il fuoco. Le fiamme provocano gravi ustioni ai poveri malcapitati i quali, correndo accecati  all'impazzata per le strette vie del borgo, sbattono contro pareti e recinzioni e con i corpi bruciati, agonizzanti, muoiono tra mille sofferenze.

10 maggio 2013

Logrosan, Estremadura e la vecchia ferrovia

Logrosan è un piccolo villaggio ai piedi della Sierra De Guadalupe. Assonnato e tranquillo. Non è di sicuro una località turistica e sono davvero pochi quelli che si fermano da queste parti.
Eppure noi ci siamo trovati benissimo. Ormai la gente del posto ci riconosce come "gli italiani". Ci siamo sistemati con la nostra casa a quattro ruote nell'area picnic accanto alle rovine della vecchia ferrovia. Un posto splendido, circondato da prati in fiore e animali da pascolo. La vista sulle montagne della sierra ci accoglie tutti i giorni al nostro risveglio. Da qui parte una meravigiosa ciclabile lunga oltre 57 chilometri sul tracciato della vecchia ferrovia costruita negli anni '60. 

Alla casa della cultura, la biblioteca pubblica il wifi è gratuito e le porte sono sempre aperte per gli stranieri. E poi il comune ci ha "regalato" un camper service ( acqua e posto di scarico ) gratuito. Cosa desiderare di più ? Dopo una settimana di permanenza qui ancora ci dispiace lasciare la serenità di questo posto. Ma la nostra vita è "on the road" e così oggi si riparte. Destinazione Guadalupe e poi Toledo. A presto.

27 aprile 2013

Da Estremoz a Terrugem

Terrugem non ha nulla di particolare da offrire al turista con poco tempo a disposizione. Per noi invece rappresenta un buon  punto di sosta perchè si trova qui un’area gratuita attrezzata per camperisti ( acqua, scarichi acque grigie e WC ) Il parcheggio  è molto tranquillo e lo condividiamo con un camper di Belgi.  Restiamo qui qualche giorno, viste anche le condizioni meteo non  favorevoli. La temperatura in questi giorni ha subito un brusco calo e siamo costretti ad accendere il riscaldamento per  pranzare, cosa che non facevamo da mesi !

Martedì 30 | 04 | 2013 
Da Terrugem a Elvas In breve tempo, pochi chilometri più a est si raggiunge la città di Elvas, patrimonio dell'Unesco e prima città di  frontiera fortificata. Le sue mura, erette per ben quattro volte, due islamiche, una del secolo XIV, e l'ultima la  muraglia con bastioni che circonda il centro storico. La cittadina non rappresenta soltanto un grande patrimonio  militare, ma assume anche un valore religioso, con le sue venti chiese e i sei conventi che abbracciano l'arte dal  periodo romanico ai giorni nostri, passando attraverso il gotico e il barocco. Unica e impressionante è la chiesa dei  Domenicani, con i suoi azulejos e la navata ottagonale interamente decorata con affreschi del Rinascimento. Il castello  in cima alla collina domina la città moderna e fu costruito seguendo una struttura islamica ancora ben visibile nelle  mura. Molte le fontane, ma il vero simbolo della città è l'acquedotto di Armoreira, costruito tra il 1530 e il 1622, con  ben 9 km di estensione. Nei dintorni il Forte di S.Lucia e il Forte di Graca che resero in passato inaccessibile l'ingresso ai nemici.

25 aprile 2013

Da Evora a Estremoz

Raggiungiamo in serata la cittadina fortificata di Estremoz e ci sistemiamo per la notte nella sua immensa piazza dominata dall’alto dal Castello della Regina Santa  Isabella, del 13esimo secolo. Alto 27 metri, offre una splendida vista verso la campagna e la vegetazione lussureggiante. Ci troviamo nella cuore della regione delle cave di  marmo dell’Alentejo, considerato uno dei migliori del mondo, pare sin dai tempi romani, creando una grande risorsa e forza per lo sviluppo economico della regione.  Molti i monumenti storici ben conservati, come la Cappella di Santa Maria, il cui stile Manuelino è tipico dell'Alentejo. Le mura che circondano il borgo, costruite per  proteggere la città dagli attacchi spagnoli, le porte di accesso addobbate da decorazioni militari, con motivi floreali.   Il posto ci sembra tranquillo, ma durante il giorno la piazza Rossio Marques de Pombal si riempie all’inverosimile di autovetture e di gente e non è decisamente il posto  migliore per sostare. Ma grazie al wifi gratuito in piazza ne approfitto per aggiornare il nostro sito web

22 aprile 2013

Da Lisbona a Evora

Comincia oggi il nostro lento cammino a ritroso verso l’Italia. Prevediamo da qui ad un  mese di raggiungere Barcellona, percorrendo il cuore di Portogallo e Spagna. Oggi  raggiungiamo Evora,  città patrimonio dell’Unesco e “capitale” dell’Alto Alentejo.  Passeggiare tra le sue linde strade acciotolate è come fare un tuffo nel passato.  Ovunque si affacciano case del 16esimo e 17esimo secolo, racchiuse da alte mura  medievali. E poi la piazza del centro storico in cui si affaccia la chiesa di S. Antão, del  XVI secolo, le chiese dalle influenze romane, monasteri e palazzi, l’acquedotto de Agua  da Prata risalente al 1535, la cattedrale dalla facciata maestosa, monumento gotico-  romanico del XIII-XIVsecolo, le torri della porta Romana e infine uno dei principali  monumenti della città, il Tempio di Diana, risalente al 1° secolo A.C. con le sue  splendide colonne Corintie. Fondata dal popolo romano, venne chiamata Ebora  Libertalitas Iulia e grazie alla sua fortezza favorì la formazione del nuovo regno di  Portogallo durante la riconquista Cristiana del XII secolo. Tutto il paese è un museo a  cielo aperto e merita di dedicarci qualche giorno di sosta.

18 aprile 2013

Lisbona

Seguiamo la spettacolare N379 fino a Setubal, dove puntiamo verso Nord  in direzione Lisbona. In poco più di un’oretta siamo sistemati nel grande  camping Monsanto, davvero accogliente e perfetto per la visita della  città. Abbiamo preferito fare sosta qui ed evitare di lasciare il mezzo in  sosta libera a Belen, il quartiere turistico della capitale, troppo affollato  e a nostro avviso poco sicuro. Dal campeggio occorrono circa 50 minuti di autobus per raggiungere il centro ( 3,60€ a/r ) Scordatevi le ciclabili, non  consiglierei di andarci in bicicletta. Troppo traffico, troppe seccature e  rischiate anche che vi freghino la bici in città !  Non vorrei adesso qui raccontarvi cosa vedere a Lisbona, immagino ci  andiate con la vostra fidata guida e mi limito a segnalare alcune cose  che ci sono più o meno piaciute. Posso soltanto dirvi che mi aspettavo  qualcosa in più, forse affascinato dai racconti di chi ci era già stato o da  alcuni film come Lisbon Story. Parere personale e assolutamente  criticabile.   Per prima cosa visitiamo l'Alfama, il distretto più antico e più povero della città, salvatosi soltanto in parte dal devastante terremoto del 1755 e oggi abitato in parte da  pescatori e scaricatori di porto. Domina il quartiere l’imponente castello di São George, di origine Visigota e utilizzato in seguito dai Romani. Passeggiamo tra le sue  strette viuzze acciotolate, troppo affollate di auto e turisti per essere davvero affascinanti. Dall’alto del Panteon Nacional ammiriamo la vista dei tetti che si stagliano  all’orizzonte.  Nei prossimi giorni passeggeremo tra le vie del Bairro Alto ( La città alta ) dove invece gli antichi edifici hanno retto al terremoto e ci regalano così una facciata autentica  della Lisbona di un tempo. Alcuni dei più eleganti caffè e dei ristoranti alla moda li trovate qui nel cuore della vita notturna della città.   Per quanto riguarda le Chiese, si dice che a Lisbona ci vorrebbero più di due mesi per visitarle tutte. Nel giorno del compleanno di Amelia, ci “regaliamo” una giornata all’Oceanarium, indicato come il secondo acquario più grande al mondo dopo Osaka. Situato a nord-est  del centro città e realizzato in occasione dell’Expo ‘98, in occasione del quale  un tratto di circa 2 chilometri di area portuale è stata ristrutturata e trasformata in una  sorta di centro ricreativo per famiglie, dove è piacevole trascorrere il fine settimana.   E infine abbiamo dedicato una giornata alla zona di Belem, dove il fiume Tago incontra l’oceano e da dove partirono le caravelle di Vasco De Gama verso l’India, di  Magellano alla circumnavigazione del globo e Bartolomeo Diaz a doppiare Capo di Buona Speranza. Qui si trovano alcuni interessanti monumenti come la famosa Torre di  Belem e il Mosteiro dos Jeronimos. La nostra attenzione è rivolta invece al Museo Nazionale delle Carrozze, una delle attrazioni più visitate a Lisbona. All’interno una  collezione incredibile, una delle più belle al mondo.

15 aprile 2013

Da Vila Nova de Milfontes a Praia Da Figuerinha

Da Vila Nova de Milfontes a Porto Covo Tra le spiagge frequentate durante l’estate, forse piu per le insenature e le baie che per nuotare, troverete anche Porto Covo, un anonimo ma tranquillo paesino che in  questa stagione ospita una piccola comunità di camperisti e niente più. La comunità si è insediata nell’area di sosta gratuita allestita dal comune proprio di fronte al  campeggio ( incredibile, no ? ) con tutti i servizi essenziali. Noi preferiamo sistemarci nel bel parcheggio sterrato affacciato sul promontorio e goderci da qui la vista  dell’oceano. Purtoppo non ci sono ciclabili lungo la costa, ma si possono fare brevi camminate lungo le falesie, seguendo un sentiero appositamente tracciato.

Martedì 16 | 04 | 2013 
Da Porto Covo a Comporta Devo dire che in molti casi le località che abbiamo visitato e che ci sono  piaciute non erano nemmeno citate dalle autorevoli guide che normalmente  consultiamo per pianificare i nostri itinerari. Anche in questo caso ci siamo  imbattuti in un posto a nostro avviso assolutamente da segnalare: la Lagoa De  Santo Andre'. Posta a ridosso dell’oceano con in quale si mischia in parte,  questa laguna sembra un’oasi nel deserto, avvolta com’è dalle dune di sabbia.  Un posto incantato dove passeggiare all’infinito o prendere il sole in totale  relax. Pochissime persone tutt’intorno nonostante il clima ideale per un tuffo.  Purtroppo un chiaro divieto di sosta notturna ci obbliga a sloggiare e  raggiungere il piccolo paesino di Comporta, assediato dalle cicogne. Troviamo  un posto tranquillo nei pressi della chiesa.

Mercoledì 17 | 04 | 2013 
Da Comporta alla Praia Da Figuerinha Prima di raggiungere Lisbona avevamo in programma di seguire la linea costiera a  ovest di Setubal, pernottando su alcune delle sue spiagge. Avevamo alcune  indicazioni di soste libere, ma non troviamo nulla di interessante fino alla Praia Da  Figuerina. Giungiamo qui prima di pranzo e il posto sembra piuttosto tranquillo, il  grande parcheggio semideserto. La giornata è caldissima e in breve tempo il posto  diventa affollatissimo, fino a sera quando rimaniamo nuovamente soli a goderci il  tramonto. Siamo troppo vicini alla città e queste spiagge sono prese d’assalto anche  in periodi di bassa stagione. Pensiamo che sia venuto il momento di lasciare l’oceano e dedicarci a Lisbona prima di puntare verso l’entroterra e rientrare in Spagna.

12 aprile 2013

Da Odeceixe a Vila Nova de Milfontes

Lungo la strada verso Lisbona, facciamo una sosta casuale a Zambujeira, che si rivela come un gioiellino incastonato nella regione dell’Alentejo. Piccolo villaggio dalle  tipiche casette bianche e blu affacciate su una pittoresca piazzetta circolare con vista meravigliosa sull'oceano. Una spiaggia incantevole e un’atmosfera rilassata che ti fa  verir voglia di sdraiarti al sole. Ma noi abbiamo alcune “urgenze” da sbrigare, prima fra tutti quella del bucato che ormai ha raggiunto livelli di guardia. E cosi, a  malincuore, ci vediamo costretti a proseguire verso il più vicino campeggio dove poter lavare e stendere i panni ad asciugare. La vita da fulltimers non sempre ci consente  di fare quello che vogliamo: per esempio fare il bucato e montare la stesa non sempre è un’operazione consentita ( giustamente ) e, aggiungo io, decorosa. E così, ad  intervalli periodici ci concediamo soste in  campeggi economici dove prenderci le “nostre  libertà”. Puntiamo sul paesino di Vila Nova de  Milfontes, tranquillo e famoso per le sue belle  spiagge sulle rive del fiume Mira.